L' organizzazione dei Templari in Italia in tempi moderni presenta una certa confusione e vari conflitti di competenza. Esistono per molto tempo vari Priorati indipendenti, non contestati dalla Grande Magistranza che risiede in Portogallo. Un punto fermo, però, lo mette il Gran Maestro F. Pinto De Fontes, il 1° Agosto 1994, con una bolla diretta al Conte Mario Policastro di Policastro, Principe de La Manche-Normandia, in cui sancisce:
" Le probleme en Sicilie se voit d'autre façon sans douter votre position que a été dependant uniquement a la Grande Maitrise. Voyons un Bailli ou un Prieur est uni premier au Grand Prieur et apres le G.P. a la Grande Maitrise. En Italie a été diferant considerant V.E. comme un PRIEUR direct a la G.M. Certainement que a cas curieux ( voyons les Statuts ) le G.Prieur d'Italie peut choisir un membre en Sicilie et considerer le Bailli. Nous sachons qu'il a 90 ans et qui doive "gouverner" sont les personnes qu'il a choisis. La position de V.E. devant des Statuts et le G.P. d'Italie est de dependance mais pour éviter divisions, V.E. sera un PRIEUR MAGISTRAL DE SICILIE avec toute l'autorité pouvant proposer meme dehors de Sicilie, des membres que seront templiers enrigistrés en la Sicilie. Se V.E. a des'contacts ou des amitiés en Chipre, Tunisie je serais heureux de nommer V.E. comme LEGAT MAGISTRAL de ces pays ou d'autre ( que n'ait pas Legat M. ) mais c'est aussi pour travailler ou un membre votre, pour vous aider". Questa bolla, dunque, chiarisce che i Priorati liberi sono indipendenti dalla Grande Magistranza ed hanno vita a sè. L' unico Priorato ufficiale, perchè dipendente direttamente dal Gran Maestro, è il Priorato Magistrale di Sicilia e Regioni Italiche, retto da S.A.S. il Conte MARIO POLICASTRO di Policastro, residente a Messina, città che vanta grandi tradizioni cavalleresche, in tempi remoti, con tutti gli Ordini medievali.
Ottemperando alla bolla del Gran Maestro, la notte di San Bernardo, tra il 20 e il 21 Agosto 1994, presso l'Ostello dei Cavalieri di Santa Margherita Jonica, ha luogo un Conclave che recepisce le direttive impartite dal Gran Maestro, approva lo Statuto internazionale ed il nuovo Statuto nazionale ed elegge il Capitolo Generale del Gran Priorato Magistrale di Sicilia e Regioni Italiche, che, dopo le successive sostituzioni, risulta così composto:
Gran Priore Magistrale: Principe MARIO POLICASTRO del Gherasco
Reggente - Vice Gran Priore Magistrale: Conte GIOVANNI F. POLICASTRO
Luogotenente Generale: Don ORESTE PALAMARA dei D' Altavilla, Realidi Sicilia
Gran Cancelliere: Barone GIORGIO CEGNA
Gran Balì Generale: Barone SILVANO VILLANTI
Gran Legato Generale: Conte SILVIO CRUPI
Gran Maestro di Cerimonie: Barone PAOLO LI VOLSI
Gran Consigliere Spirituale: Mons. GIOVANNI B. CALABRESE
mercoledì 12 maggio 2010
martedì 11 maggio 2010
Cenni storici sull'ordine in Italia
Intorno ai primi mesi del 1130 iniziò l’espansione dell’Ordine nella Penisola Italiana. Tale espansione fu favorita dalla partecipazione dei primi Templari alla causa antiscismatica di Papa Innocenzo II sostenuta da San Bernardo di Chiaravalle contro l’antipapa Anacleto II. E’ di questi anni il famoso trattato DE LAUDE NOVAE MILITIAE col quale S. Bernardo “presentò” il nuovo Ordine all’Occidente cristiano, facendolo ufficialmente partecipare al Concilio di Pisa della primavera del 1135 nel corso del quale i Templari vennero a contatto con quasi tutti i vescovi dell’Italia settentrionale e centrale, iniziando ad aumentare la presenza di “mansio” che fino a quel momento si limitavano ad Ivrea, Reggio Emilia, Milano e Roma.
E’ palese il disegno strategico di Bernardo che parallelamente incrementò negli anni tra il 1130 ed il 1140 la fondazione dei più importanti monasteri Cistercensi dell’Italia settentrionale: Chiaravalle di Milano, Chiaravalle della Colomba, Staffarda... dove troviamo gli insediamenti templari in Italia? Lungo gli itinerari medievali frequentati dai pellegrini e dai crociati che raggiungevano gli imbarchi per la Terrasanta; normalmente immediatamente fuori dalle mura delle più importanti città e comuni medievali, meglio se vicino a corsi d’acqua navigabili con barconi a fondo piatto o in prossimità di impenetrabili foreste, ricettacolo di predoni e pericoli di ogni tipo.
Troviamo insediamenti Templari sottoforma di mansio, commanderie, case rusticali, chiese e conventi fortificati, lungo le direttrici più importanti: ovviamente la via Francigena, ma anche la via Postumia, che attraversava il nord Italia da ovest ad Est consentendo l’imbarco a Venezia, ma anche la prosecuzione via terra attraverso i Balcani fino a Costantinopoli e Gerusalemme, e quasi tutte le grandi arterie consolari romane: l’Ongaresca, l’Appia, la Cassia, l’Aurelia, l’Emilia ecc..
La penisola italiana era stata divisa in due provincie: la Lombardia e la Puglia.
Ogni provincia aveva un Maestro che controllava i Precettori delle mansio sparse nel suo territorio di competenza, e i cavalieri templari, sergenti, serventi, cappellani oltre ai cavalieri ausiliari laici.
Le provincie italiane erano ovviamente importantissime per la posizione strategica rispetto alla Terrasanta e per la presenza del Santo Padre a Roma che ha sempre favorito l’Ordine riempiendolo di donazioni e privilegi, considerandolo, a ragione, il suo braccio armato.
I più importanti complessi templari furono Bologna, Piacenza e Roma ma anche i porti più efficienti:Venezia, Genova, Pisa, Brindisi, Civitavecchia, Messina e realtà poste in posizioni strategiche di comunicazione: Reggio Emilia, Perugia, Matera, Potenza, Asti,Torino,Treviso,Verona.
I cavalieri contribuirono alla manutenzione delle strade, dei ponti ed al controllo dei guadi, delle gole e dei passi più pericolosi, oltre a dare, con una potente flotta, impulso ai commerci marittimi e alla marineria.Anche per questo ebbero ottimi rapporti sia con i liberi comuni del settentrione, tanto da diventarne in alcuni casi anche Podestà, che con le libere repubbliche marinare o con nobili feudatari per i quali agirono più volte come ambasciatori e banchieri. Ma i compiti più prestigiosi ed importanti furono quelli inerenti
alla persona del Pontefice del quale nei duecento anni di storia furono CUBICOLARI ed OSTIARI oltre che ambasciatori, garanti di tregue, e tesorieri. Fu forse per questo che all’epoca dei processi ben pochi furono in Italia gli arresti di Cavalieri Templari, baluardo come erano stati per duecento anni della cristianità e del Papa.
Come è ben noto purtroppo, nonostante l’Arcivescovo inquisitore di Ravenna Rinaldo da Concorezzo li avesse assolti perché innocenti, nel resto d’Italia in particolare in Toscana nel 1313 furono condannati dopo aver subito torture pesantissime simili a quelle dei confratelli francesi.
Allo scioglimento dell’Ordine decretato da Papa Clemente V tutti i beni ed i possedimenti templari entrarono in possesso degli Ospedalieri o Cavalieri di S. Giovanni oggi di Malta.
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lunedì 10 maggio 2010
Gran maestri dell'Ordine del Tempio
- Hugues de Payns (1118-24 maggio 1136)
- Robert de Craon (1136-13 gennaio 1147)
- Everard des Barres (1147-1151)
- Bernard de Tremelay (1151-1153)
- André de Montbard (1153-17 gennaio 1156)
- Bertrand de Blanchefort (1156-1169)
- Philippe de Milly (1169-3 aprile 1171)
- Eudes de Saint-Amand (1171-18 ottobre 1179)
- Arnau de Torroja (1179-30 settembre 1184)
- Gérard de Ridefort (1184-1 ottobre 1189)
- Robert de Sablé (1189-13 gennaio 1193)
- Gilbert Hérail (1193-20 dicembre 1200)
- Philippe de Plaissis (1201-12 novembre 1209)
- Guillaume de Chartres (1209-26 agosto 1218)
- Pierre de Montaigu (1218-1232)
- Armand de Périgord (1232-1244)
- Richard de Bures (1244-1247) (?)
- Guillaume de Sonnac (1247-3 luglio 1250)
- Renaud de Vichiers (1250-19 gennaio 1252)
- Thomas Béraud (1252-25 marzo 1273)
- Guillaume de Beaujeu (1273-18 maggio 1291)
- Thibaud Gaudin (1291-16 aprile 1292)
- Jacques de Molay (1292-18 marzo 1314)
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domenica 9 maggio 2010
Ugo di Payns - Fondatore dell'ordine dei Templari
Ugo di Payns (o Ugo di Payens, o Ugo dei Pagani), citato nelle cronache come il fondatore dell'Ordine dei Templari, si sa ben poco. Le informazioni sono scarse, e le ipotesi sulla sua origine sono diverse e contraddittorie. Nonostante le numerose ricerche a riguardo, l'origine del cavaliere è ancora incerta.Le tesi di cui faremo menzione sono tre, due francesi ed una italiana. Jean-Luc Aubarbier e Michel Binet affermano che Ugo di Payens proviene dalla regione francese dello Champagne. Una località chiamata Payens si trova a 10 km a nord di Troyes, anche se questo nome non compare nelle mappe medievali. A rafforzare questa ipotesi, il fatto che due personaggi importanti per l'Ordine provengono, in modi diversi, dalla stessa regione: il conte Hugues di Champagne (potente feudatario della regione) e Bernardo di Fontaines, passato alla storia come San Bernardo di Chiaravalle. San Bernardo, nobile della Borgogna, cistercense e grande personaggio carismatico del suo tempo, fece costruire l'abbazia di Chiaravalle (Clairvaux) nel punto più inaccessibile dello Champagne: la Foresta d'Oriente. Bernardo, dopo l'iniziale scetticismo, sostenne decisamente la causa templare e ne ispirò la futura regola. Il conte Hugues e San Bernardo furono legati da forte amicizia. Quando il conte decise di entrare a far parte dell'Ordine, nel 1126, Bernardo rimase deluso poiché sperava di accoglierlo come monaco cistercense a Chiaravalle. Di questo ve ne è prova nella corrispondenza di Bernardo al conte di Champagne: «... ma sarà forse possibile dimenticarci del tuo amore e dei benefici di cui hai ricolmato la nostra Chiaravalle? ...», ma nel contempo ne esalta le virtù per la difficile e valorosa scelta: «se è vero che ti sei fatto soldato invece di conte, povero invece di ricco per amore di Dio, mi congratulo per te, com'è giusto, e in te glorifico Iddio sapendo che ciò è opera della destra dell'Altissimo ...».Alcuni studiosi che seguono questa tesi, assegnano al conte un ruolo di primo piano. Ugo di Payens sarebbe stato uomo di fiducia del conte, e si ipotizza che nelle schiere del conte, partecipò alla prima vittoriosa Crociata in Terrasanta. Il conte, vista anche l'amicizia con Bernardo, sarebbe stato la vera guida di Ugo, in un vero e proprio progetto templare.Nell'altra tesi francese, Laurent Dalliez cita un atto del 29 gennaio 1130, dove si menziona un Ugo di Payens originario di Viviers, nell'Ardèsche.Veniamo ora alla tesi italiana. Domenico Rotundo, nel suo "Templari, misteri e cattedrali", sostiene che Ugo di Payns sarebbe stato l'italiano Ugo dei Pagani, nobile dell'Italia meridionale. Il personaggio sarebbe legato alla località di Pagani, nei pressi di Nocera Inferiore (Nocera Paganorum). Un documento del 1487 cita il villaggio di Corte in Piano, chiamandolo anche Locus Paganorum. La famiglia Pagani si insediò in quella regione nel 1020 circa, e diede il proprio nome alla località, pur non assumendo mai l'investitura feudale della città. L'area di Nocera gravitava sotto l'influenza di Amalfi, che sostenne fortemente la Prima Crociata. Questo potrebbe essere stato il legame tra Ugo e la Terrasanta. I mercanti amalfitani, ad esempio, si adoperarono a ristrutturare i locali della chiesa di S. Maria Latina a Gerusalemme, adiacente alla sede dell'Ordine degli Ospitalieri.Benché la tesi francese, che vede Ugo provenire dalla Champagne, sia la più accreditata, in mancanza di prove certe anche la tesi italiana non può essere del tutto esclusa.
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Le Origini della milizia dei Poveri Cavalieri di Cristo

È doveroso iniziare premettendo che le origini di quello che diverrà l'Ordine del Tempio sono assai poco chiare. Questo, principalmente, perchè non ci sono testimonianze dirette degli avvenimenti. I templari non lasciarono (o per lo meno non sono giunti fino a noi) documenti o scritti riguardanti le loro origini.
Quindi nessuno, dei primi storici che trattarono dell'inizio dell'Ordine, ne faceva parte. Non lo videro nascere direttamente e ne scrissero tempo dopo. Questi storici, importanti cronisti del tempo delle Crociate, sono: Michele il Siriano (patriarca di Antiochia), Guglielmo di Tiro (arcivescovo di Tiro) e Giacomo di Vitry (vescovo di Acri). Il più importante tra loro, Guglielmo, nacque in Oriente intorno al 1130, ma visse in Occidente tra il 1146 ed il 1165. Egli investigò gli eventi occorsi anche prima della sua nascita, ma dobbiamo registrare una sua visione distorta dei templari, influenzata dall'avversione generalizzata di cui ormai l'Ordine era preda, probabilmente a causa del potere e dei privilegi di cui godeva. Guglielmo muore nel 1186 circa.Arriviamo ai fatti. L'avventura templare nasce con la Prima Crociata. Al grido Deus Vult (Dio lo vuole), i crociati, divisi in quattro armate, si radunarono sotto le mura di Gerusalemme, e il 15 luglio 1099 la conquistarono dopo una sanguinosa battaglia. Il sogno di Urbano II, artefice del "progetto crociato", si realizzò. Nasce così il Regno cristiano di Gerusalemme. Goffredo di Buglione fu posto a capo del nuovo stato, col titolo di "difensore del Santo Sepolcro". A Goffredo successe, nel 1100, suo fratello Baldovino de Boulogne (Baldovino I di Gerusalemme), che si fregiò del titolo di Re di Gerusalemme, e poi Baldovino II, nel 1118.Dopo la conquista, lo Stato crociato aveva grande bisogno di uomini e cavalieri, in grado di combattere e difendere la Terrasanta. La prima ondata migratoria, infatti, era ormai terminata ed erano pochi, oltre che mal addestrati, i pellegrini che, giunti in Terrasanta, vi restavano. Il clima, le condizioni ambientali, le malattie sconosciute in Occidente, le strade infestate da bande di saraceni, facevano strage di pellegrini e viandanti. Guglielmo di Tiro descriveva così la difficile situazione: « ... si viveva e si combatteva sotto il timore che i nostri nemici, accorgendosi della scarsezza della nostra gente, un giorno con un attacco improvviso, da ogni parte, ci assalissero ... ».È in questo scenario che alcuni nobili cavalieri presero l'impegno di adoperarsi per difendere i pellegrini dai pericoli di cui erano facile preda. Ancora Guglielmo descrive con queste parole gli avvenimenti: «... nel 1118 alcuni pii nobili timorosi di Dio, del rango di cavalieri, e devoti al Signore, professarono di voler vivere perpetuamente in povertà, castità ed obbedienza. Al cospetto del patriarca si votarono al servizio di Dio come regolari canonici. I primi e i più illustri tra questi furono Hugues de Payns e Geoffroy de Saint-Omer ... ». Quindi, per Guglielmo di Tiro, nel 1118 nove cavalieri presero l'impegno di porsi al servizio di Dio, in una sorta di confraternita laica, di fronte al patriarca di Gerusalemme Varmondo di Picquigny (o Gormound de Picquigny). Loro compito primario era quello di «... difendere per quanto possibile i percorsi e le strade maestre dalle imboscate di ladri e assalitori, con particolare riguardo per la sicurezza dei pellegrini ». Anche Giacomo di Vitry, nella sua Storia di Gerusalemme, parla di nove cavalieri e narra una storia del tutto simile a quella di Guglielmo.Michele il Siriano, invece, aggiunge (e rivede) qualche dettaglio interessante. Egli sostiene che Ugo di Payns giunse da Roma, in pellegrinaggio, a Gerusalemme all'inizio del regno di Baldovino II (1118). Ugo, ancora secondo il patriarca di Antiochia, aveva fatto voto di rimanere in Terrasanta e di prendere gli ordini sacri. Nei primi tre anni di permanenza a Gerusalemme, pero, Ugo avrebbe servito il re in battaglia ed in compiti di sorveglianza, insieme ai suoi 30 compagni, dando prova di grande valore. Per questo Baldovino II, consapevole delle difficoltà nell'organizzazione militare, chiese ad Ugo di adoperarsi per la salvezza della della Terrasanta, «servendo nella cavalleria anziché farsi monaci».Riguardo al numero di nove cavalieri, potrebbe trattarsi di un numero simbolico. Come abbiamo visto Michele il Siriano contraddice questo numero. C'è da dire che il nove torna spesso nei racconti e nei fatti templari. Nell'abside della chiesa templare di San Bevignate, a Perugia, decorata tra il 1256 e il 1262, si riconoscono nove stelle che circondano tre croci. Giacomo di Vitry ci racconta che «... per nove anni servirono in abito secolare e si vestirono di ciò che i fedeli davano loro in elemosina ». Questo fa supporre che i primi anni di vita dell'Ordine non furono certo facili. Ancora Guglielmo sostiene che il Concilio di Troyes (evento cruciale per l'Ordine, dove venne sancito il riconoscimento papale) avvenne il nono anno dalla fondazione dell'Ordine. Visto che il Concilio di Troyes si tenne il 13 gennaio 1129, è sufficientemente attendibile ipotizzare che l'anno di fondazione, sia il 1120.Baldovino II ospitò Ugo ed i suoi nell'ala sud del suo palazzo, presso la moschea di Al-Aqsa e la Cupola della Roccia, erette sulla piana dell'antico Tempio di Salomone (Templum Salomonis). Nasce così, in Terrasanta, la "Milizia dei Poveri Cavalieri di Cristo del Tempio di Salomone" (Pauperes commilitones Christi templique Salomonis), detti anche, più semplicemente, Templari, i Cavalieri del Tempio di Salomone.Il primo documento giunto fin noi in cui si cita la milizia, quindi ne conferma l'esistenza, è un atto del 2 maggio 1125. Nel testo dell'atto, in cui il patriarca di Gerusalemme, Varmondo di Picquigny, concede alcuni privilegi a Venezia, si precisa che il Magister Templi Ugo di Payns assiste alla stesura notarile, in qualità di testimone.Le cronache non segnalano fatti, imprese o episodi particolari. I templari erano ancora per lo più sconosciuti in Occidente. Progressivamente, comunque, la loro importanza cresce. fino al riconoscimento ufficiale da parte del Papa. Evento che determina la costituzione ufficiale dello status di "monaco-guerriero" e di Ordine "monastico-militare".
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